A settembre il quadro dei bonus fotovoltaico 2026 è più confuso di quanto sembri. Alcune agevolazioni sono ancora pienamente utilizzabili, altre chiuderanno nelle prossime settimane e altre continuano a essere citate anche se oggi non accettano più nuove domande.
La distinzione è importante. Un incentivo può essere ancora “vivo” perché sono in corso concessioni, graduatorie o pagamenti, ma questo non significa necessariamente che un nuovo beneficiario possa ancora richiederlo. È quello che sta accadendo, per esempio, con una parte degli incentivi destinati alle Comunità Energetiche Rinnovabili.
Anche le opportunità cambiano molto tra famiglie e imprese. Nel residenziale rimane il Bonus Casa e, in alcune Regioni, sono disponibili contributi aggiuntivi. Per le aziende il panorama è ancora più articolato: accanto al nuovo Iperammortamento Transizione 5.0, utilizzabile a livello nazionale, troviamo bandi regionali che finanziano espressamente fotovoltaico e accumulo con modalità molto differenti.
Abbiamo quindi verificato cosa si può ancora sfruttare davvero da qui alla fine del 2026, distinguendo le misure operative da quelle in scadenza e da quelle che non permettono più di presentare nuove domande.
Per le famiglie il Bonus Casa resta il riferimento principale
Per chi vuole installare un impianto fotovoltaico su un’abitazione, il riferimento nazionale resta il Bonus Casa.
Nel 2026 la detrazione ordinaria è del 36% e sale al 50% quando l’intervento è sostenuto dal proprietario o dal titolare di un diritto reale sull’abitazione principale e vengono rispettati i requisiti previsti.
Fotovoltaico e sistemi di accumulo integrati rientrano tra gli interventi agevolabili. Per valutare correttamente l’investimento è però importante considerare anche costo, dimensionamento e capacità effettiva di utilizzare l’energia prodotta.
E per un progetto residenziale premium?
Per chi sta progettando una casa fortemente elettrificata, il bonus ha più senso se viene valutato insieme al sistema energetico complessivo.
Un fotovoltaico con accumulo ben dimensionato può essere integrato con pompa di calore e wallbox, aumentando l’autoconsumo e riducendo nel tempo sia i prelievi dalla rete sia l’utilizzo del gas.
In Friuli Venezia Giulia resta inoltre aperto fino alle ore 16 del 15 settembre un contributo fino al 40% a fondo perduto per fotovoltaico e accumulo destinato alle persone fisiche.
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In Sicilia, invece, Energia solidale offre un finanziamento a tasso zero fino a 19.920 euro per nuovi impianti fotovoltaici, anche con accumulo. È però una misura orientata soprattutto al contrasto della povertà energetica, con priorità agli ISEE più bassi.
Approfondimento: Bonus fotovoltaico Sicilia 2026.
Conto Termico 3.0: disponibile, ma attenzione al fotovoltaico
Il Conto Termico 3.0 rimane operativo, ma il fotovoltaico non va presentato come un normale bonus per l’abitazione privata.
Fotovoltaico e accumulo sono ammessi in specifiche configurazioni insieme alla sostituzione dell’impianto di climatizzazione invernale con una pompa di calore elettrica e in assetto di autoconsumo. Per i soggetti privati, però, gli interventi del Titolo II che comprendono il fotovoltaico riguardano gli edifici del settore terziario.
Nel normale residenziale privato possono invece essere incentivati, rispettando i requisiti, interventi termici come le pompe di calore.
Approfondimento: Portaltermico GSE e Conto Termico 3.0.
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Per le imprese c’è anche il nuovo Iperammortamento Transizione 5.0
Prima ancora dei bandi regionali c’è una misura nazionale che merita attenzione: il Nuovo Piano Transizione 5.0 – Iperammortamento.
La precedente Transizione 5.0 basata sul credito d’imposta è terminata, ma dal 2026 è operativo il nuovo sistema di maggiorazione fiscale del costo degli investimenti.
Tra gli investimenti ammessi rientrano anche quelli destinati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili per autoconsumo, compresi fotovoltaico e sistemi di accumulo, rispettando le condizioni tecniche previste.
Per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro la maggiorazione del costo fiscalmente deducibile può arrivare al 180%. Questo non significa ricevere un contributo del 180%: l’Iperammortamento aumenta la quota fiscalmente deducibile e riduce quindi il reddito imponibile dell’impresa.
La piattaforma GSE è già operativa e gli investimenti possono essere realizzati fino al 30 settembre 2028. È quindi una delle agevolazioni nazionali più importanti da valutare oggi per un investimento fotovoltaico aziendale.
Fonte ufficiale: MIMIT – Nuovo Piano Transizione 5.0 e Iperammortamento.
I bandi regionali possono aggiungere opportunità molto diverse
Al beneficio nazionale si affiancano numerosi strumenti regionali. Ed è qui che diventa evidente quanto possano cambiare condizioni e beneficiari.
In Friuli Venezia Giulia il fotovoltaico è finanziato per imprese del manifatturiero, terziario e costruzioni. Fino a 1 MW il contributo può arrivare al 50% per micro e piccole imprese, al 40% per le medie e al 30% per le grandi. Le domande chiudono il 30 settembre.
Approfondimento: incentivi fotovoltaico aziende Friuli Venezia Giulia.
In Sardegna, SRD13 riconosce un contributo in conto capitale del 60% alle imprese della trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli. Tra gli investimenti ammessi rientra anche il fotovoltaico per l’autoconsumo aziendale. Scadenza: 30 settembre.
Approfondimento: Bonus fotovoltaico Sardegna: bando SRD13.
La Puglia mette a disposizione 60 milioni di euro per le aziende agricole. SRD01.05 comprende espressamente gli impianti fotovoltaici per uso aziendale: il contributo parte dal 60% e può aumentare nei casi previsti dal bando.
Approfondimento: fotovoltaico aziende agricole Puglia: contributi fino all’80%.
L’Umbria segue una strada differente: finanziamento agevolato all’1% per fotovoltaico e accumulo, con una copertura che può arrivare all’80% per professionisti, micro e piccole imprese e possibilità di remissione parziale del debito. Lo sportello è aperto fino al 31 dicembre.
Approfondimento: Bando fotovoltaico Umbria 2026.
In Piemonte, Energie rinnovabili nelle Imprese 2026 dispone di 12,2 milioni di euro e combina finanziamento agevolato e quota a fondo perduto. Lo sportello resta aperto fino al 27 novembre, salvo esaurimento anticipato.
Approfondimento: Bando Regione Piemonte 2026 per le imprese.
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Confrontare gli incentivi serve a capire le differenze
Una maggiorazione fiscale del 180%, un fondo perduto del 60% e un finanziamento agevolato all’1% sono strumenti completamente differenti. La percentuale da sola non permette di capire quale beneficio sia economicamente più interessante.
Bisogna verificare beneficiari, modalità dell’agevolazione, limiti di investimento, autoconsumo richiesto, eventuale cumulabilità e obblighi successivi.
Anche il territorio conta. Un’azienda con una sola sede deve verificare quali misure siano disponibili per quell’unità produttiva. Un’impresa con più sedi in Italia può invece trovarsi nella condizione di anticipare un investimento in una determinata Regione, purché l’unità interessata rispetti i requisiti territoriali e operativi stabiliti dal singolo bando.
CER: il contributo PNRR del 40% è chiuso, ma l’incentivo non è finito
Questo rimane uno dei punti sui quali c’è maggiore confusione.
Il contributo PNRR in conto capitale fino al 40% non accetta più nuove domande: la finestra si è chiusa il 30 novembre 2025.
Approfondimento: incentivi fotovoltaico 2026 e contributo CER del 40%.
Le Comunità Energetiche, però, continuano a beneficiare della tariffa premio sull’energia condivisa, riconosciuta dal GSE per 20 anni, oltre alla valorizzazione dell’energia autoconsumata.
A queste possibilità possono aggiungersi nuovi bandi territoriali. Nelle Marche, dal 30 settembre, apre per esempio una misura da 3,8 milioni di euro con contributo del 40% fino a 300.000 euro e fotovoltaico, agrivoltaico e accumulo tra gli interventi ammessi.
Approfondimento: nuovo incentivo per le Comunità Energetiche nelle Marche.
Cosa controllare prima della fine del 2026
Parlare genericamente di bonus fotovoltaico 2026 oggi non basta.
Per le famiglie il Bonus Casa resta il riferimento nazionale, con alcune opportunità aggiuntive a livello regionale. Nel residenziale premium conviene invece ragionare sull’intero sistema energetico della casa: fotovoltaico, accumulo, pompa di calore ed eventuale mobilità elettrica.
Per le imprese il quadro è ancora più ricco: Iperammortamento nazionale, bandi regionali, fondo perduto e finanziamenti agevolati possono incidere in modo molto diverso sull’investimento.
Prima di decidere è quindi fondamentale verificare tre elementi: chi può beneficiare della misura, se il fotovoltaico è realmente ammesso e se oggi è ancora possibile accedere all’incentivo.
Perché tra un’agevolazione ancora esistente e una realmente utilizzabile può esserci una differenza enorme.
Bonus fotovoltaico 2026: cosa è ancora disponibile oggi
| Misura | Per chi | Situazione |
|---|---|---|
| Bonus Casa | Residenziale | 🟢 Attivo |
| FVG fotovoltaico e accumulo | Persone fisiche | 🟠 Fino al 15 settembre |
| Sicilia Energia solidale | Famiglie | 🟢 Fino al 14 ottobre |
| Conto Termico 3.0 | PA, ETS e privati ammessi | 🟢 Operativo, con limiti per il FV |
| Nuovo Transizione 5.0 – Iperammortamento | Imprese | 🟢 Attivo, investimenti fino al 2028 |
| Tariffa CER | CER e autoconsumatori | 🟢 Attiva |
| Contributo PNRR CER 40% | CER e autoconsumatori | 🔴 Nuove domande chiuse |
| FVG imprese | Imprese | 🟠 Fino al 30 settembre |
| Sardegna SRD13 | Agroalimentare | 🟠 Fino al 30 settembre |
| Puglia SRD01.05 | Aziende agricole | 🟢 Procedura fino a ottobre |
| Umbria Fonti Rinnovabili | Imprese e professionisti | 🟢 Fino al 31 dicembre |
| Piemonte FER imprese | Imprese | 🟢 Fino al 27 novembre |
| Marche CER | Comunità Energetiche | 🟡 Apre il 30 settembre |