Nel 2026 non è più possibile presentare una nuova domanda per ottenere il contributo PNRR a fondo perduto fino al 40% destinato alle Comunità Energetiche Rinnovabili e ai Gruppi di autoconsumatori.
La finestra per accedere al finanziamento si è infatti chiusa il 30 novembre 2025. Le procedure avviate dal GSE nel corso del 2026 riguardano principalmente i progetti già presentati e ammessi, per i quali devono essere perfezionati gli accordi di concessione e realizzati gli interventi finanziati.
Questo non significa, però, che siano terminati gli incentivi per installare un impianto fotovoltaico. Nel 2026 sono a disposizione altri tipi di contributi molto generosi.
Chi non ha partecipato al bando CER può ancora valutare altre misure, a seconda che si tratti di un proprietario di casa, di un condominio, di una Comunità Energetica oppure di un’impresa.
Vediamo quindi cosa è successo al fondo perduto CER e, soprattutto, quali incentivi per il fotovoltaico puoi utilizzare oggi.
In data il 29 gennaio 2026, il Consiglio dei Ministri ha infatti approvato il nuovo decreto-legge PNRR, recante “Ulteriori disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e in materia di politiche di coesione”, che sblocca 795,5 milioni di euro di fondi PNRR.
L’obiettivo è stato quello di accelerare la diffusione dell’energia solare condivisa e facilitare la realizzazione di nuovi impianti in tutta Italia.
Questi incentivi 2026 a favore di CER e Gruppi di autoconsumo finanziano l’installazione del fotovoltaico e dei sistemi di accumulo. Ecco tutto quello che devi sapere.
Il fondo perduto CER del 40% è ancora disponibile?
Qui dobbiamo chiarire che:
- le nuove domande non sono più ammesse;
- la scadenza era il 30 novembre 2025;
- i 795,5 milioni del nuovo assetto PNRR non hanno aperto una nuova finestra;
- il GSE sta gestendo concessioni ed erogazioni relative ai progetti già selezionati;
- i beneficiari avranno fino a 24 mesi dalla pubblicazione dell’atto di concessione per completare gli investimenti.
Hai già presentato domanda entro il 30 novembre 2025? Allora ecco cosa puoi aspettarti.
Fondo perduto 40% e Anticipo 30% rinnovati
Il Bonus CER con contributi a fondo perduto fino al 40% – introdotto dal Decreto CACER (DM n. 414 del 7 dicembre 2023) è stato rinnovato per il 2026.
Lo scorso anno, la finestra per la presentazione delle domande è stata resa disponibile dal 21 luglio al 30 novembre 2025. In data 4 febbraio 2026 è stata invece attivata la funzionalità per richiedere l’erogazione del contributo 2025.
Questo significa che chi ha presentato la domanda entro la scadenza, ha ottenuto l’ammissione al finanziamento e risulta abilitato dal GSE può procedere con la richiesta di erogazione.
Non si è quindi aperta una nuova finestra per presentare la domanda di ammissione. Ma cosa copre esattamente questo contributo?
Gli incentivi a fondo perduto previsti dal PNRR per CER e gruppi di autoconsumo collettivo coprono fino al 40% delle spese ammissibili per la realizzazione di un impianto fotovoltaico condiviso. Il contributo è in conto capitale, quindi non deve essere restituito.
Il finanziamento copre diverse voci, tra cui:
- Acquisto e installazione dei pannelli fotovoltaici;
- Eventuali batterie di accumulo;
- Costi di progettazione, connessione e collaudo;
- Spese tecniche e amministrative legate al progetto.
Riconfermata anche la possibilità di richiedere un anticipo fino al 30% del contributo a fondo perduto, che può essere erogato dopo la concessione ufficiale e l’avvio del progetto. Un’opportunità importante che consente di alleggerire l’investimento iniziale e facilitare l’intervento.
L’incentivo è compatibile con la tariffa incentivante riconosciuta dal GSE sull’energia condivisa per 20 anni, ma non è cumulabile con le detrazioni fiscali per fotovoltaico in relazione allo stesso impianto.
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Leggi anche: “Incentivi Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) per fotovoltaico”
Chi ha diritto al contributo a fondo perduto del 40%?
Gli incentivi, aggiornati con l’art. 27 del DL PNRR 2026 e con le regole operative pubblicate dal GSE il 30 marzo 2026 – non sono destinati a chi installa un impianto fotovoltaico individuale tradizionale.
Il contributo a fondo perduto è riservato esclusivamente a due configurazioni specifiche:
- Comunità Energetiche Rinnovabili (CER): gruppi di cittadini, imprese o enti pubblici che producono e condividono energia rinnovabile. I membri della comunità utilizzano l’energia prodotta localmente, riducendo i costi in bolletta;
- Gruppi di autoconsumatori: configurazioni più semplici, tipiche dei condomini o degli edifici con due o più unità abitative. In questo caso, l’energia prodotta da un unico impianto viene condivisa tra più utenti dello stesso edificio.
Un requisito fondamentale riguarda la posizione geografica: questo incentivo può essere beneficiato solo in relazione agli impianti installati nei Comuni italiani con meno di 50.000 abitanti. Tale requisito mirava a favorire la diffusione delle rinnovabili nei centri medi e piccoli.
Non hai presentato la domanda? Ecco gli incentivi al fotovoltaico disponibili nel 2026
Non hai presentato la domanda per ottenere il contributo a fondo perduto del 40% entro la scadenza?
Questo non significa che dovrai rinunciare agli incentivi o sostenere necessariamente tutto il costo dell’impianto fotovoltaico.
La misura più conveniente dipende soprattutto da chi realizza l’investimento e da come verrà utilizzata l’energia prodotta. Un proprietario di casa, un condominio e un’impresa, infatti, possono accedere a strumenti molto diversi.
Vediamo le principali possibilità disponibili nel 2026.
Fotovoltaico per la casa: detrazione fino al 50%
Per gli impianti fotovoltaici residenziali rimane possibile utilizzare il Bonus Casa.
Per le spese sostenute nel 2026, la detrazione può arrivare al:
- 50% quando ricorrono i requisiti previsti per l’abitazione principale;
- 36% negli altri casi ammessi dall’agevolazione.
Attenzione, però: per ottenere l’aliquota più elevata non basta che una persona abiti nell’immobile. Occorre verificare anche chi sostiene la spesa, il titolo con cui possiede l’abitazione e gli ulteriori requisiti fiscali previsti.
La detrazione può riguardare non soltanto i pannelli fotovoltaici, ma anche gli altri componenti necessari alla realizzazione dell’impianto, compreso l’eventuale sistema di accumulo.
Comunità energetiche: rimane la tariffa sull’energia condivisa
Il contributo PNRR del 40% non deve essere confuso con la normale tariffa incentivante riconosciuta alle Comunità Energetiche Rinnovabili e ai gruppi di autoconsumatori.
Anche se non è più possibile presentare una nuova domanda per il fondo perduto, una CER può continuare a richiedere al GSE l’incentivo riconosciuto sull’energia condivisa.
La tariffa è prevista per un periodo di 20 anni e può essere richiesta fino al raggiungimento di un contingente complessivo di 5 GW, e comunque non oltre il 31 dicembre 2027.
In parole semplici, non viene premiata tutta l’energia prodotta dall’impianto, ma quella che viene prodotta e consumata nello stesso intervallo temporale dai membri della configurazione.
Può essere una soluzione interessante per:
- condomìni;
- gruppi di cittadini;
- piccole imprese;
- enti locali;
- associazioni e soggetti che possono partecipare a una CER.
Imprese: attenzione al Nuovo Piano Transizione 5.0
Per le imprese è operativo anche il Nuovo Piano Transizione 5.0, conosciuto come Iperammortamento.
La misura non riconosce un contributo diretto sul conto corrente, ma una maggiorazione fiscale del costo dei beni agevolabili, che consente di ridurre il reddito imponibile dell’impresa.
Tra gli investimenti ammessi rientrano anche gli impianti destinati all’autoproduzione e all’autoconsumo di energia da fonti rinnovabili, compresi i sistemi di accumulo. La piattaforma per prenotare l’agevolazione è operativa dal 12 giugno 2026. Fonte: MIMIT dedicata al “Nuovo Piano Transizione 5.0 – Iperammortamento.
Prima di procedere è comunque necessario verificare con attenzione i requisiti tecnici, fiscali e dimensionali dell’investimento. Ad esempio, la potenza dell’impianto non può essere stabilita liberamente, ma deve essere rapportata al fabbisogno energetico della struttura produttiva.
Non dimenticare i bandi regionali
Accanto alle misure nazionali possono essere disponibili anche bandi regionali, provinciali o camerali.
In alcuni casi vengono riconosciuti contributi a fondo perduto per:
- impianti fotovoltaici;
- batterie di accumulo;
- interventi di efficientamento energetico;
- sostituzione di macchinari;
- riduzione dei consumi delle imprese.
Questi incentivi hanno normalmente risorse, requisiti e finestre temporali limitate. Per questo motivo è importante verificare non soltanto quali misure esistono, ma soprattutto quali bandi sono realmente aperti nel momento in cui si vuole effettuare l’investimento.
Quale incentivo scegliere?
Possiamo riassumere così:
- casa utilizzata come abitazione principale: Bonus Casa fino al 50%, se sono rispettati tutti i requisiti;
- seconda casa o altre situazioni ammesse: detrazione generalmente al 36%;
- condominio o Comunità Energetica: tariffa GSE sull’energia condivisa;
- impresa: Nuovo Piano Transizione 5.0 e possibili bandi territoriali;
- famiglia o azienda situata in una Regione con fondi disponibili: eventuali contributi regionali o locali.
Non esiste quindi un unico “bonus fotovoltaico 2026” valido per tutti. La scelta deve partire dalla situazione del richiedente, dalle caratteristiche dell’edificio e dal modo in cui verrà consumata l’energia prodotta.
Scopri quale incentivo può essere più adatto al tuo progetto
Gli incentivi per il fotovoltaico non sono uguali per tutti. Cambiano in base al tipo di immobile, al soggetto che sostiene la spesa, alla potenza dell’impianto e alla misura che si vuole utilizzare.
Per fare una prima valutazione puoi utilizzare i simulatori di Mr. Kilowatt, pensati per aiutarti a capire meglio costi, risparmio e caratteristiche dell’impianto più adatto alle tue esigenze.
Contemporaneamente verrai messo in contatto con aziende specializzate nella progettazione e nell’installazione di impianti fotovoltaici che sapranno orientarti in modo puntuale per il tuo caso specifico.
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