Nel 2026 tornano operativi gli incentivi a fondo perduto per il fotovoltaico destinati alle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) e ai Gruppi di autoconsumo.
In data il 29 gennaio 2026, il Consiglio dei Ministri ha infatti approvato il nuovo decreto-legge PNRR, recante “Ulteriori disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e in materia di politiche di coesione”, che sblocca 795,5 milioni di euro di fondi PNRR.
L’obiettivo è accelerare la diffusione dell’energia solare condivisa e facilitare la realizzazione di nuovi impianti in tutta Italia.
I nuovi incentivi 2026 a favore di CER e Gruppi di autoconsumo finanziano l’installazione del fotovoltaico e dei sistemi di accumulo. Ecco tutto quello che devi sapere.
Fondo perduto 40% e Anticipo 30% rinnovati
Il Bonus CER con contributi a fondo perduto fino al 40% – introdotto dal Decreto CACER (DM n. 414 del 7 dicembre 2023) è stato rinnovato per il 2026.
Lo scorso anno, la finestra per la presentazione delle domande è stata resa disponibile dal 21 luglio al 30 novembre 2025. In data 4 febbraio 2026 è stata invece attivata la funzionalità per richiedere l’erogazione del contributo 2025.
Gli incentivi a fondo perduto previsti dal PNRR per CER e gruppi di autoconsumo collettivo coprono fino al 40% delle spese ammissibili per la realizzazione di un impianto fotovoltaico condiviso. Il contributo è in conto capitale, quindi non deve essere restituito.
Il finanziamento copre diverse voci, tra cui:
- Acquisto e installazione dei pannelli fotovoltaici;
- Eventuali batterie di accumulo;
- Costi di progettazione, connessione e collaudo;
- Spese tecniche e amministrative legate al progetto.
Riconfermata anche la possibilità di richiedere un anticipo fino al 30% del contributo a fondo perduto, che può essere erogato dopo la concessione ufficiale e l’avvio del progetto. Un’opportunità importante che consente di alleggerire l’investimento iniziale e facilitare l’intervento.
L’incentivo è compatibile con la tariffa incentivante riconosciuta dal GSE sull’energia condivisa per 20 anni, ma non è cumulabile con le detrazioni fiscali per fotovoltaico in relazione allo stesso impianto.
Leggi anche: “Incentivi Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) per fotovoltaico”
Chi ha diritto agli incentivi per fotovoltaico 2026?
Gli incentivi – che entreranno in vigore con la pubblicazione del decreto PNRR 2026 in Gazzetta Ufficiale – non sono destinati a chi installa un impianto fotovoltaico individuale tradizionale.
Il contributo a fondo perduto è riservato esclusivamente a due configurazioni specifiche:
- Comunità Energetiche Rinnovabili (CER): gruppi di cittadini, imprese o enti pubblici che producono e condividono energia rinnovabile. I membri della comunità utilizzano l’energia prodotta localmente, riducendo i costi in bolletta;
- Gruppi di autoconsumatori: configurazioni più semplici, tipiche dei condomini o degli edifici con due o più unità abitative. In questo caso, l’energia prodotta da un unico impianto viene condivisa tra più utenti dello stesso edificio.
Un requisito fondamentale riguarda la posizione geografica: questo incentivo può essere beneficiato solo in relazione agli impianti installati nei Comuni italiani con meno di 50.000 abitanti. Tale requisito mira a favorire la diffusione delle rinnovabili nei centri medi e piccoli.
Ruolo centrale GSE: regole entro 45 giorni
Oltre allo sblocco di 795,5 milioni di euro da destinare agli incentivi per il fotovoltaico per CER e Gruppi di autoconsumo, un’altra novità molto importante legata al decreto PNRR 2026 riguarda il ruolo centrale del GSE, che diventa il soggetto responsabile della gestione dei contributi.
Prima del decreto, la responsabilità dei contributi era formalmente in capo al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), mentre il GSE, pur avendo un ruolo operativo, non era il soggetto principale incaricato di gestire direttamente tutta la misura PNRR come “facility”.
A partire da quest’anno invece, l’intero sistema sarà semplificato grazie al programma di sovvenzione affidato al GSE, che dovrà ora adottare le regole operative entro 45 giorni e aprire le procedure per la presentazione delle domande.
Cosa succede ora: i prossimi passi
I fondi legati agli incentivi 2026 per il fotovoltaico condiviso sono dunque stati sbloccati, ma per presentare domanda bisognerà attendere la pubblicazione delle regole operative del GSE, che definiranno modalità, requisiti e procedure.
Il decreto ha disposto comunque che, entro il 30 giugno 2026, dovranno essere approvati e finanziati tutti i progetti. Mentre, una volta ottenuto il contributo, gli impianti dovranno essere completati e attivati entro massimo 24 mesi dall’approvazione.
Attenzione: al momento della richiesta, CER e Gruppi di autoconsumo devono essere già costituiti oppure in fase di costituzione formalizzata.
I contributi saranno assegnati fino ad esaurimento delle risorse, quindi sarà fondamentale presentare la domanda il prima possibile non appena sarà resa disponibile la procedura.
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