A partire dall’8 luglio 2025 è stato riaperto ufficialmente lo sportello per richiedere gli incentivi destinati alle PMI per l’autoproduzione di energia elettrica da fonti rinnovabili per l’anno 2025.
La misura è finanziata dal PNRR (Missione 7 – REPowerEU) e gestita da Invitalia, su incarico del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Vediamo di seguito come funzionano i nuovi incentivi per le PMI nel 2025 e come fare domanda per ottenerli.
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Incentivi PMI 2025: cosa sono e cosa finanziano
I nuovi incentivi rappresentano un’occasione concreta da non perdere per le PMI che vogliono investire sull’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili nel 2025.
Possono beneficiarne tutte le piccole e medie imprese italiane, ad eccezione di quelle attive nei settori carbonifero, agricolo primario, pesca e acquacoltura. È però fondamentale che l’attività dell’impresa rispetti i criteri ambientali europei, in particolare il principio DNSH (“Do No Significant Harm”), cioè non arrecare danni significativi all’ambiente.
L’incentivo copre in particolare programmi di investimento finalizzati alla realizzazione di:
- Impianti fotovoltaici o mini eolici per autoconsumo immediato;
- Sistemi di accumulo/stoccaggio per l’autoconsumo differito.
In sostanza, puoi usare il contributo per installare un impianto che produca energia per la tua attività, con la possibilità di immagazzinarla e poi utilizzarla in un secondo momento.
Questo ti consente di incrementare l’efficienza energetica e risparmiare notevolmente sui costi in bolletta.
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A quanto ammontano i contributi
I nuovi incentivi per le PMI, anche nel 2025, vengono concessi sotto forma di contributo a fondo perduto, che si applica sulle spese sostenute per realizzare l’impianto.
A seconda della dimensione aziendale puoi ottenere:
- 40% a fondo perduto se sei una micro o piccola impresa;
- 30% a fondo perduto se sei una media impresa.
Sono previste inoltre delle maggiorazioni se il tuo progetto comprende:
- Sistemi di accumulo/stoccaggio dell’energia (per esempio batterie): +30% sulle spese relative a questa componente;
- Diagnosi energetica (cioè un’analisi tecnica dei consumi per capire dove migliorare): rimborsata fino al 50%.
Esempio pratico:
Se sei una piccola impresa e presenti un progetto da 100.000 euro per un impianto fotovoltaico con accumulo, potresti ottenere:
- 40.000 euro per l’impianto;
- +30% sulle spese delle batterie;
- Fino al 50% se hai fatto anche una diagnosi energetica.
Le spese ammissibili possono andare da minimo 30.000 a massimo 1.000.000 di euro.
Criteri di selezione, punteggi e premialità
L’assegnazione dei fondi avviene tramite una valutazione a graduatoria e i contributi saranno assegnati in ordine di punteggio, fino ad esaurimento delle risorse disponibili.
Non basta quindi inviare la domanda: verranno premiati solo i progetti più validi.
Una volta presentata la domanda, questa sarà valutata in base a criteri come:
- Capacità addizionale di produzione di energia da fonti rinnovabili;
- Sostenibilità economica dell’investimento;
- Possesso di certificazioni ambientali di processo.
Inoltre, avrai punteggio aggiuntivo se la tua impresa possiede:
- Rating di legalità;
- Certificazione per la parità di genere.
Incentivi PMI 2025: quando e come fare domanda
Le domande per ottenere i nuovi incentivi per le PMI possono essere presentate esclusivamente online, tramite la pagina dedicata sul sito di Invitalia, a partire dalle ore 12:00 dell’8 luglio 2025 e fino alle ore 12:00 del 30 settembre 2025.
Per partecipare servono:
- Identità digitale (SPID, CNS o CIE);
- Firma digitale;
- Posta elettronica certificata (PEC).
Dalla stessa pagina è possibile anche scaricare tutta la documentazione necessaria e il FAC-Simile per l’invio della domanda.
Per saperne di più, puoi consultare qui la pagina del MIMIT dedicata all’agevolazione.