Fotovoltaico 2026 o aspettare il 2027? Ora c’è un motivo in più per decidere

Proprietario indeciso davanti a una casa con impianto fotovoltaico, tra installazione nel 2026 e attesa del 2027

E se aspettare il nuovo incentivo fosse la scelta sbagliata? La domanda è concreta: fotovoltaico 2026 o aspettare il 2027?

Chi sta pensando seriamente a un impianto fotovoltaico si trova davanti a un dubbio comprensibile: conviene partire nel 2026 oppure rimandare di qualche mese, nella speranza che la Manovra 2027 porti agevolazioni più generose?

Negli ultimi giorni sono arrivati segnali interessanti. Il Governo sta valutando un possibile rafforzamento degli incentivi per gli interventi di efficienza energetica, fino all’ipotesi di un Ecobonus al 65%. Parallelamente, la flessibilità europea per la transizione energetica potrebbe mettere a disposizione circa 14 miliardi.

Pompe di calore e sistemi di accumulo sono ormai entrati esplicitamente nelle valutazioni del Governo. Anche il fotovoltaico domestico è stato indicato dal ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin tra gli interventi che potrebbero essere sovvenzionati.

Ma c’è una differenza fondamentale tra “potrebbe” e “sarà”.

Non sappiamo ancora se il fotovoltaico entrerà nel nuovo Ecobonus, se verrà utilizzato uno strumento differente, quali saranno le aliquote e soprattutto quali requisiti verranno richiesti.

Nel frattempo è arrivato un altro elemento che rende il quadro meno scontato: il dato definitivo sul deficit pubblico italiano del 2025 è rimasto al 3,1% del PIL, mentre nei giorni precedenti il Governo aveva collegato proprio l’andamento dei conti pubblici alle risorse disponibili per le agevolazioni sulla casa.

Questo non significa che gli incentivi 2027 verranno ridotti. Significa però che il 2027 è ancora tutto da scrivere.

Tabella dei Contenuti

Nel 2026 sappiamo già quali sono le regole

Per chi vuole installare oggi un impianto fotovoltaico, la differenza fondamentale è questa:

il 2026 è già scritto. Il 2027 no.

Nel 2026 il Bonus Casa riconosce, quando sono rispettati i requisiti previsti, una detrazione del 50% per l’abitazione principale del proprietario o titolare di un diritto reale e del 36% negli altri casi.

Abbiamo riepilogato le misure effettivamente utilizzabili nell’approfondimento “Bonus fotovoltaico 2026: cosa resta da sfruttare fino a fine anno”.

Se non arriveranno modifiche normative, dal 2027 le percentuali scenderanno invece rispettivamente al 36% e al 30%. È il quadro oggi previsto dalla legge e riepilogato anche dall’Agenzia delle Entrate.

La situazione potrebbe però cambiare con la prossima Manovra. Ne stiamo seguendo l’evoluzione nell’articolo “Bonus casa e fotovoltaico 2027: proroga del 50%? Cosa si prospetta”.

Tra le ipotesi emerse c’è anche un ritorno dell’Ecobonus al 65% per alcuni interventi di efficientamento. ANSA ha riferito di valutazioni su pompe di calore, infissi, sistemi ibridi, schermature, cappotti e altre tecnologie. Sul fotovoltaico, però, non esiste ancora una conferma che permetta di parlare di un futuro bonus al 65%.

Fotovoltaico e accumulo: il Governo li sta comunque valutando

Un segnale concreto c’è.

Già ad agosto Pichetto Fratin aveva dichiarato che con le nuove risorse europee potrebbero essere sovvenzionati gli impianti fotovoltaici domestici, insieme a pompe di calore e sistemi di accumulo.

Il 20 settembre il ministro è tornato sul tema spiegando che Governo e MEF stanno preparando una lista di interventi finanziabili attraverso i circa 14 miliardi destinati alla transizione, citando espressamente incentivi per pompe di calore nelle case e accumuli di energia rinnovabile.

Siamo quindi davanti a un’opportunità possibile, ma non ancora a un incentivo sul quale una famiglia possa fare oggi affidamento.

A rendere il quadro più incerto c’è anche il tema delle risorse disponibili per la prossima Manovra. Il ministro Tommaso Foti aveva collegato espressamente le future agevolazioni sulla casa al dato Istat sul deficit. Quel dato è poi arrivato: il rapporto deficit/PIL 2025 è stato confermato al 3,1%.

Questo non cancella i possibili incentivi energetici. Ma ricorda quanto il quadro 2027 dipenda ancora dalle scelte che verranno fatte nei prossimi mesi.

Aspettare il 2027 può convenire. Ma è una scommessa

A rendere lo scenario ancora più interessante c’è la direttiva europea Case Green.

L’Italia dovrà definire come accelerare la riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare e quali strumenti utilizzare per raggiungere gli obiettivi europei. Nell’approfondimento “Direttiva Case Green 2027: l’Italia accelera, cosa può cambiare per chi vuole ristrutturare casa?” abbiamo spiegato perché il Piano italiano potrebbe incrociarsi proprio con incentivi, fotovoltaico, pompe di calore ed elettrificazione domestica.

Il rischio, però, è trasformare una possibile opportunità futura in un motivo automatico per rimandare.

Se hai già deciso che il fotovoltaico serve alla tua casa, aspettare soltanto nella speranza di ottenere un bonus migliore significa rinunciare a condizioni oggi conosciute per puntare su condizioni ancora da definire.

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Fotovoltaico 2026 o aspettare il 2027: prima fai i conti

La domanda quindi non dovrebbe essere soltanto:

“Arriverà un incentivo migliore?”

La domanda più utile è:

“Il fotovoltaico conviene già oggi con le condizioni disponibili nel 2026?”

Contano il prezzo dell’impianto, la qualità dei componenti, i tuoi consumi, l’autoconsumo, l’eventuale accumulo e soprattutto il risparmio che comincia dal momento in cui l’impianto entra in funzione.

Se i numeri funzionano già oggi, rimandare significa anche posticipare il risparmio in cambio di un incentivo futuro che al momento non è garantito.

Se invece l’investimento non torna, ha senso osservare come evolveranno la Manovra 2027, i nuovi incentivi energetici e il recepimento della direttiva Case Green.

Prima di decidere se aspettare, quindi, parti dai tuoi consumi e da una stima concreta dell’investimento.

Il 2027 potrebbe offrire opportunità migliori. Ma oggi nessuno può ancora garantirlo.

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Luigi Schirru
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Dal 2007 mi occupo di fotovoltaico, unendo esperienza tecnica e passione per l’innovazione. In questi anni ho collaborato con realtà di primo piano come SunPower, E.ON ed Enel Green Power, mettendo sempre al centro la diffusione di soluzioni affidabili e convenienti per chi sceglie l’energia solare.

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