Il 26 settembre 2025 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto Conto Termico 3.0, che prevede una serie di incentivi a favore degli interventi di efficientamento energetico per privati, enti del terzo settore e pubblica amministrazione.
È stato tutto confermato in termini di soggetti beneficiari, tipologia di intervento e incentivi. Ricordiamo che la misura è fortemente focalizzata su interventi di risparmio energetico, soprattutto da un punto di vista di efficientamento termico degli edifici, in linea con la versione precedente del Conto Termico 2.0.
Fotovoltaico e storage esclusi per il residenziale
Tra le novità più rilevanti c’è sicuramente l’esclusione dell’installazione di impianti fotovoltaici e sistemi di storage in ambito residenziale. Nella prima bozza si ipotizzava l’introduzione di queste due tecnologie, insieme ai dispositivi di ricarica per veicoli elettrici, in sostituzione dell’impianto termico con pompe di calore elettriche.
Il testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale contempla l’installazione di impianti fotovoltaici e relativi sistemi di accumulo, ma solo ed esclusivamente in riferimento agli interventi per amministrazioni pubbliche, enti del terzo settore e soggetti privati non residenziali ma che appartengono all’ambito terziario.
Si fa quindi riferimento a negozi, strutture ricettive, palestre, scuole paritarie, capannoni, magazzini e tanto altro.
Questa novità non deve tuttavia allarmare: per il residenziale è infatti arrivata, nei giorni scorsi, la possibile proroga delle detrazioni fiscali del 50%, anche per il 2026. Questa decisione intende dare continuità agli interventi di riqualificazione energetica degli edifici residenziali, mettendo al centro proprio fotovoltaico e storage.
Interventi ammissibili
Confermati invece tutti gli altri interventi, tra cui isolamento di superfici opache, sostituzione di infissi, illuminazione efficiente, sostituzione di impianti di climatizzazione con sistemi ibridi o pompe di calore, solare termico, microgenerazione e impianti a biomassa.
Anche qui con una differenza: i soggetti privati in ambito residenziale possono usufruire del Conto Termico 3.0 solo per l’installazione di impianti termici da fonti rinnovabili, mentre gli interventi di efficienza energetica restano riservati alla PA e al terziario.
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Incentivi
ll contributo concesso col Conto Termico 3.0 può arrivare fino al 65% della spesa ammissibile, e salire al 100% nel caso di interventi per edifici pubblici in comuni con meno di 15.000 abitanti. Sono previsti poi massimali specifici per ciascuna tecnologia.
Se si pensa ad esempio al fotovoltaico, l’incentivo è calcolato nel limite del 20% di un costo massimo ammissibile pari a 1.500 euro al kW per impianti fino a 20 kW, per arrivare, dopo una serie di decalage, a 1.050 euro al kW per impianti di potenza compresa tra 600 kW e 1 MW. Per lo storage, invece, l’incentivo è calcolato nel limite del 20% di un costo massimo ammissibile pari a 1.000 euro al kWh.
Da segnalare che l’incentivo è incrementato da cinque a quindici punti percentuali nel caso di impianti con moduli fotovoltaici prodotti negli Stati membri dell’Unione europea e con efficienzie di conversione dal 21,5% al 24%.
Per quanto riguarda altre tecnologie, è previsto un contributo fino a 700 euro al kW per pompe di calore fino a 35 kW, 5.000 euro per generatori a biomassa fino a 35 kW, 700 euro al metro quadro per solare termico e 2.500 euro per punto di ricarica.
PROSSIMI STEP DEL CONTO TERMICO
Il decreto Conto Termico 3.0 entra in vigore 90 giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, quindi entro la fine del mese di dicembre. A quel punto, il GSE avrà 60 giorni di tempo per pubblicare le regole operative per l’accesso agli incentivi. Verosimilmente, la misura sarà pienamente operativa a partire da febbraio 2026. Nelle stesse settimane potrebbe essere operativa anche la detrazione fiscale al 50%, il cui destino sarà deciso con la nuova Legge di Bilancio 2026.