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500 kW su tre capannoni: Il fotovoltaico più potente installato in Sardegna nel 2019?

500 kWp di fotovoltaico. Questo impianto fa una fotografia della rinascita dell'energia solare in Sardegna. Cosa ha permesso una realizzazione simile?
il più potente impianto fotovoltaico installato in Sardegna nel 2019?

500 kW su tre capannoni: Il fotovoltaico più potente installato in Sardegna nel 2019?

500 kWp di fotovoltaico. Questo impianto fa una fotografia della rinascita dell'energia solare in Sardegna. Cosa ha permesso una realizzazione simile?

Mi sono entusiasmato quando ho letto su Qualenergia che Azimut Zero avrebbe realizzato in Sardegna un impianto fotovoltaico da 500 kW. Era da tempo che non si vedevano impianti di questa taglia su dei capannoni e probabilmente questo è il più importante che è stato realizzato nel 2019 in questa bella regione.

Da quali elementi è costituito? Si tratta esattamente di 499,73 kWp, composto da 1694 pannelli Aleo Solar da 295 Wp e 20 inverter SolarEdge con ben 847 ottimizzatori di potenza. Il progetto è stato completato il 14 giugno. Un impianto davvero straordinario a Monastir, a circa 20 minuti da Cagliari, e che non poteva passare inosservato a Mister Kilowatt. Ti farebbe piacere vedere il video che abbiamo realizzato? Eccolo:

il più potente impianto fotovoltaico installato in Sardegna nel 2019?
Play Video

Il Video e la notizia sono stati riportati anche da Solare B2B, testata giornalistica punto di riferimento dei professionisti del settore. Qui trovi l’articolo. Troverai questa “case history” anche nel prossimo numero che verrà pubblicato a breve. Se scansionerai il Qr Code che trovi potrai riguardarti questo bel Video. 

Cosa ha portato un’azienda così importante come Grafiche Ghiani Srl a diventare un esempio sulla sostenibilità per l’industria sarda? Per capirlo abbiamo intervistato Stefano Liori, Andrea Atzori (titolari di Azimut Zero Srl) e il sig. Marco Ghiani titolare dell’azienda che ha fatto l’acquisto.

Oltre ad aver incontrato delle persone con un elevato grado di professionalità, è stato un piacere notare una grande disponibilità nel voler condividere aspetti molto interessanti di questo progetto. Ad esempio, abbiamo scoperto cosa ha fortemente agevolato questa operazione.

Elevati consumi energetici

Gli elevati consumi energetici fanno parte sicuramente del motivo principale: questa industria, che si trova nella Zona Industriale Matzeddu di Monastir, a 20 minuti di macchina da Cagliari, brucia ingenti risorse per l’approvvigionamento energetico. Quindi è normale che l’idea di voler tagliare questa spesa importante nel bilancio è sempre stata nella mente del titolare.

Già tra il 2006 e il 2007 si valutava la possibilità di usufruire degli incentivi in conto energia per recuperare i costi allora molto elevati degli impianti ad energia solare. A sostenere l’investimento ci sarebbe stato anche un finanziamento leasing già approvato. Purtroppo, a causa di forza maggiore e con un po’ di amarezza, non era stato possibile mandare avanti questo piano.

Finalmente i tempi per il progetto rinnovabile sono maturati. Il costo del fotovoltaico è drasticamente calato, mentre “i costi energetici sono aumentati tantissimo” – ci dice il sig. Ghiani. “In qualche modo bisognava intervenire”. Le condizioni oramai erano quelle giuste per fare un investimento che avrebbe avuto un interessante ritorno.

L’industria grafica però ha beneficiato anche di uno strumento incentivante molto forte che ha inciso per una fetta importante sul costo complessivo.

Il credito di imposta per il sud: 45%

Per essere sicuri di poter sfruttare questa straordinaria misura anche per il fotovoltaico è stata interpellata l’agenzia delle entrate, che evidentemente ha dato parere favorevole.

Con questa misura a sostegno del mezzogiorno e sfruttabile per gli impianti fotovoltaici il vantaggio è enorme, soprattutto per le aziende strutturate. Con 50 dipendenti questo credito viene recuperato in appena 5 mesi. Per non parlare poi dei crediti Iva che si possono riavere. A questo è stato possibile combinare il super ammortamento del 130%.

In più, visto che l’impianto ha una potenza entro i 500 kW, è possibile usufruire dello scambio sul posto per l’energia immessa in rete. Anche questo strumento è ritenuto un incentivo, perché il valore riconosciuto solitamente è superiore a quello che si sarebbe ottenuto tramite la vendita dell’energia.

Alla fine, nonostante sia stato chiesto anche un prestito, con tutti questi strumenti sarà possibile pagare le rate del finanziamento in tempi piuttosto brevi. Anche perché non bisogna scordare il grande vantaggio dell’autoconsumo e quindi di una fattura energetica meno importante. Ma c’è dell’altro…

Il 40% pagato in Sardex

Uno splendido modo per avere “liquidità” immediata e poterla utilizzare anche per investimenti importanti. Il Sardex è un circuito di credito commerciale. In sostanza è come se si trattasse di un baratto multilaterale che permette di proteggere l’economia locale in Sardegna.

Le aziende che fanno parte di questo circuito scambiano tra di loro beni e servizi tramite questi crediti commerciali senza nessun impedimento. Così, tra diverse aziende e privati ci si può scambiare beni e servizi con una liquidità che è determinata più dal valore di ciò che sto scambiando che dalla moneta.

Quindi se in questo caso Grafiche Ghiani aveva bisogno di un impianto fotovoltaico, una buona parte lo ha potuto pagare senza far intervenire i classici istituti bancari. Azimut Zero a sua volta potrà utilizzare facilmente questi crediti con altre aziende che fanno parte del circuito Sardex.

Davvero un ottimo modo per raggiungere due obiettivi: stimolare e sostenere l’economia locale. Si, perché il motivo per cui molte aziende in passato non sono riuscite ad andare avanti è che non avevano liquidità disponibile, dovuta a crediti che non sono riuscite a recuperare in tempi ragionevoli. Spesso anche dalla pubblica amministrazione.

Con questo nuovo strumento molte aziende hanno potuto prendere una bella boccata d’ossigeno. Naturalmente, la valutazione dei pannelli solari da posare è stata al centro delle analisi. Cosa ha spinto gli installatori a proporre i moduli Aleo Solar?

I pannelli scelti: Aleo Solar. Perché?

Intanto per esperienza. Stefano e Andrea dicono: “Lavoriamo con loro da 11 anni, e in tutto questo periodo abbiamo potuto apprezzare l’affidabilità non solo del modulo ma anche della fabbrica”. In particolare, i due soci titolari apprezzano diversi aspetti tra i quali: il fatto che i pannelli sono realmente made in Germany e il servizio Solar Trust.

Con la garanzia Solar Trust il prodotto è coperto dai difetti di fabbrica per 25 anni. Lo stesso dicasi per il rendimento. Se mai dovesse essere necessaria una sostituzione, tutto l’intervento, compreso di smontaggio, trasporto e rimontaggio, sono a carico del fornitore dei pannelli. In questo caso diventa ancora più semplice perché è Azimut Zero che si occupa di tutto, sono service partner di Aleo Solar.

Con SolarEdge non solo migliori le prestazioni, ma anche la sicurezza

Con 1694 pannelli, se hai una difficoltà su uno di questi, come la scovi? Giustamente l’impianto viene gestito da diversi inverter, che a loro volta sono collegati con diverse stringhe. Analizzando ogni stringa potresti scoprire dove si trova il problema.

Ma sarebbe un dispendio di tempo esorbitante per la ricerca di un guasto su un singolo pannello. Tra l’altro se l’impianto è semplicemente suddiviso in stringhe, tutta la stringa soffrirà proprio a causa di quel singolo pannello.

Sia per la ricerca dell’eventuale guasto che per migliorare la produzione dell’impianto, gli ottimizzatori SolarEdge sono una scelta intelligente. Con l’abbinamento ai 20 inverter è possibile monitorare dal pc o dal tuo smartphone ogni singola coppia di pannelli. Così è facilissimo trovare un eventuale problema.

L’architettura del sistema agevola tantissimo la manutenzione, la produzione e anche la sicurezza. È un sistema talmente affidabile che ha ottenuto la certificazione dei Vigili del Fuoco. La funzione Safe dc è ideale in ambiti dove ci sono rischi di incendio.

Come funziona: gli ottimizzatori, che come avrai visto dal video si trovano sotto i pannelli e montati sulla struttura portante, sono automaticamente disattivati quando si disconnette l’inverter o l’impianto della rete elettrica.

Di conseguenza anche la corrente continua che passa nei cavi e arriva all’inverter viene disinserita. Questo accade anche quando l’ottimizzatore “individua” un arco elettrico o l’interruzione della stringa. Un sistema talmente avanzato che si studia nella scuola dei Vigili del Fuoco di Trento e in altre (qui il link ad un loro documento che trovi online).

Il grande lavoro di Azimut Zero

Il primo lavoro che spesso viene dimenticato è la trattativa, partita dal 2015. Da qui nascono le analisi, gli studi e le proposte che devono piacere al cliente finale, finché non si arriva ad un accordo. Finalmente nel 2017 è stato firmato il contratto. Un’intesa raggiunta solo dopo che la committente ha individuato sia l’impresa che doveva eseguire i lavori, ma anche un quadro particolarmente favorevole a questo intervento. E infine, a giugno del 2019 la realizzazione.

L’installazione non è stata facile in tutti i capannoni. Ci sono voluti l’ingegno di Stefano e Andrea che con passione hanno dovuto trovare la soluzione migliore per adeguare le strutture alle travi di un capannone. Travi trattate che non dovevano essere forate per evitare infiltrazioni. Si sono letteralmente inventati la struttura che naturalmente hanno provveduto a collaudare.

Per questo motivo sono stati smontati i lucernai e rifatte circa 2 km di guarnizioni. Un lavoro certosino che li ha impegnati parecchio. Le squadre degli operai hanno dovuto lavorare duramente e sotto il sole, spostando le operazioni di posa sugli apparati all’interno dei locali quando il tempo non è stato favorevole.

È evidente il desiderio degli installatori di soddisfare e superare le aspettative dell’acquirente che ha una visione molto decisa sul tema della sostenibilità e del lavoro. Qui trovi il link al loro articolo con le rispettive considerazioni.

Grafiche Ghiani: una coscienza forte sul tema della sostenibilità

Concretizzare il sogno di un’azienda che opera nel rispetto dell’ambiente è stato molto impegnativo. Basti pensare che prima di collocare il fotovoltaico sui capannoni bisognava smaltire 3500 mq di amianto. Veramente un grande sforzo. Anche perché non si tratta solo di smaltire amianto, ma anche di ricoprire il tetto con materiale adeguato.

Per questa azienda, nata nel 1981 e che è sicuramente un modello di modernizzazione, la sfida fa parte del carattere coraggioso del titolare. Quando abbiamo parlato con lui, Marco Ghiani, è emersa una grande tenacia e il desiderio di dare il proprio contributo al bene comune nonostante i venti di burrasca pronti a spazzare qualsiasi attività imprenditoriale.

La scelta dell’energia solare per il sig. Ghiani “non è solo una questione economica, ma anche una questione vitale” che serve per abbattere l’inquinamento “con quello che la tecnologia ci mette a disposizione.”

Cosa ha determinato il successo di quest’azienda? Soprattutto la lungimiranza che ha portato a prendere provvedimenti per adeguarsi al mercato con tutte le sue evoluzioni. In un’era dove sembra che la carta stampata risulti sempre meno importante, sono state conquistate nuove fette di mercato.

La scelta del sistema solare è un’ulteriore dimostrazione di come la storia sia importante, ma l’innovazione deve necessariamente essere un processo continuo e sostenibile in grado di generare nuove opportunità per tutti.

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