Se stai pensando di ristrutturare casa, installare il fotovoltaico o sostituire la caldaia con una pompa di calore, una domanda diventa sempre più interessante: conviene muoversi adesso oppure aspettare quello che potrebbe cambiare dal 2027?
L’Italia si prepara infatti ad accelerare sul recepimento della direttiva EPBD, la cosiddetta direttiva Case Green. Il Governo ha annunciato l’intenzione di inserirne il recepimento nel DDL di delegazione europea 2026 attraverso un emendamento.
Questo, però, non significa che da domani scatteranno nuovi obblighi per tutti i proprietari di casa.
Il passaggio più interessante viene dopo. Il recepimento dovrà essere tradotto in regole italiane concrete e, parallelamente, dovremo capire come l’Italia intende raggiungere gli obiettivi europei di riduzione dei consumi degli edifici.
Arriveranno nuovi incentivi? Le agevolazioni saranno concentrate sugli edifici meno efficienti? Fotovoltaico, pompe di calore e isolamento avranno un ruolo maggiore? Oppure agli incentivi si affiancheranno anche regole più stringenti?
Per il residenziale, la direttiva europea non impone oggi al singolo proprietario di raggiungere obbligatoriamente una determinata classe energetica entro il 2030. Impone invece all’Italia obiettivi complessivi sul patrimonio abitativo. Sarà quindi il modo in cui il nostro Paese deciderà di raggiungerli a fare realmente la differenza.
Case Green 2027: il Piano italiano sarà decisivo
Un documento sarà particolarmente importante: il Piano nazionale di ristrutturazione degli edifici.
L’articolo 3 della direttiva UE 2024/1275 prevede che il Piano indichi, tra le altre cose, obiettivi, politiche e misure, fabbisogno di investimenti e fonti di finanziamento.
La versione definitiva dovrà essere presentata entro il 31 dicembre 2026, come indicato dalla Commissione europea.
Nel frattempo procede il DDL di delegazione europea 2026, il provvedimento nel quale dovrebbe essere inserito il recepimento della EPBD. L’iter può essere seguito sul sito del Senato.
A quel punto Piano nazionale, decreti di recepimento e Manovra 2027 potrebbero iniziare a incrociarsi.
Non significa che la Legge di Bilancio introdurrà necessariamente nuovi bonus. Ma incentivi e risorse economiche potrebbero diventare uno degli strumenti utilizzati per accompagnare la riqualificazione del patrimonio immobiliare.
Ne abbiamo già parlato analizzando cosa potrebbe accadere con il bonus fotovoltaico 2027.
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Aspettare nuovi incentivi sarà davvero conveniente?
C’è però un precedente che merita attenzione.
Negli anni dello sconto in fattura e del Superbonus, l’aumento molto rapido della domanda si accompagnò a prezzi elevati nel settore delle ristrutturazioni. Nel fotovoltaico contribuirono contemporaneamente anche la crisi energetica, l’aumento dei costi e le difficoltà nelle forniture.
La Banca d’Italia ha stimato che il Superbonus abbia contribuito per circa metà all’aumento dei costi di costruzione registrato tra settembre 2021 e dicembre 2023.
Questo non significa che nuovi incentivi faranno automaticamente aumentare i prezzi. Ma il precedente invita a fare una riflessione.
Negli anni degli incentivi più forti, il fotovoltaico attraversava anche una fase di prezzi decisamente più elevati. Oggi la situazione è molto diversa: il costo dei moduli fotovoltaici è sceso enormemente rispetto ai picchi di quegli anni, contribuendo a rendere più accessibile l’investimento anche senza meccanismi eccezionalmente generosi.
E allora la domanda cambia prospettiva: se dal 2027 arriveranno nuovi incentivi e regole più stringenti per accelerare la riqualificazione degli edifici, sarà davvero più conveniente aspettare?
Oppure questo potrebbe essere un momento interessante per valutare un intervento, approfittando di prezzi delle tecnologie molto più bassi e di una maggiore libertà nella scelta di tempi, soluzioni e installatori?
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