Caro bollette: ecco i rincari del primo trimestre

bollette

In queste ultime settimane è diventato un tema ricorrente e alquanto preoccupante. Stiamo parlando dei rincari delle bollette, che in Italia continuano addirittura dall’ultimo trimestre del 2020.

I nuovi straordinari record al rialzo dei prezzi dei prodotti energetici all’ingrosso e dei permessi di emissione di CO2, avrebbero portato addirittura ad un aumento del 65% della bolletta dell’elettricità e del 59,2% di quella del gas per il primo trimestre dell’anno.

Percentuali che in qualche modo sono attenuate da alcuni interventi del governo e dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas.

Un’impennata che preoccupa famiglie ma in particolar modo tutto il tessuto industriale del nostro Paese. E che allo stesso tempo sta muovendo i decisori politici con nuove azioni per tentare di contrastare questo fenomeno. Ma andiamo con ordine ed entriamo nel dettaglio degli aumenti previsti per i primi tre mesi dell’anno.

ENERGIA ELETTRICA

Partiamo dai rincari più strong, quelli legati alla luce. Per il primo trimestre dell’anno è infatti previsto un aumento del 55% dei costi dell’elettricità. Per la bolletta elettrica la spesa per la famiglia-tipo nel periodo compreso tra il 1° aprile 2021 e il 31 marzo 2022 sarà di circa 823 euro. Si tratta di una variazione del +68% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’anno precedente. L’aumento si traduce in 334 euro in più all’anno.

Nel dettaglio, per l’energia elettrica l’aumento è legato principalmente al rialzo della componente materia prima, con un impatto del +55,6% sul prezzo della famiglia tipo. Restano invariati, ancora a zero, gli oneri generali di sistema. Si arriva così al +55% finale per la famiglia tipo che non percepisce i bonus sociali.

GAS

La spesa della famiglia tipo per la bolletta gas sarà di circa 1.560 euro, con un +64%. Si tratta di un incremento di circa 610 euro in un anno. Per il gas naturale, l’andamento è determinato da un aumento della componente della materia prima, basato sulle quotazioni a termine relative al prossimo trimestre, con un impatto del +41,2% sul prezzo finale della famiglia tipo. A questo si somma un leggero incremento (+0,6%) dovuto principalmente alle componenti di bilanciamento e settlement, solo parzialmente compensato dalla riduzione della remunerazione delle reti gas, decisa di recente dall’Autorità. Gli oneri generali anche per il gas sono pressoché a zero e l’IVA rimane al 5% come nel precedente trimestre. Si arriva così al +41,8% per l’utente tipo in tutela che non percepisce i bonus sociali.

ALLA BASE DEI RINCARI

Gli aumenti delle bollette riflettono il trend di forte crescita delle quotazioni internazionali delle materie prime energetiche e del prezzo della CO2.

In particolare, il prezzo spot del gas naturale al TTF, ossa il mercato di riferimento europeo per il gas naturale, è aumentato, nel periodo compreso tra gennaio a dicembre 2021, di quasi il 500% (da 21 a 120 euro al MWh nei valori medi mensili). Nello stesso periodo, il prezzo della CO2 è più che raddoppiato, da 33 a 79 euro/tCo2. La crescita marcata dei costi del combustibile e della CO2 si è riflessa, quindi, nel prezzo dell’energia elettrica all’ingrosso (PUN) che, nello stesso periodo, è aumentato di quasi il 400% (da 61 a 288 euro al MWh nei valori medi mensili). Con riferimento al primo trimestre 2022, i prezzi a termine rilevati nel mese dicembre non segnalano ancora un’inversione di tendenza, attestandosi per il gas naturale intorno ai 118 euro al MWh e per l’energia elettrica intorno ai 300 euro al MWh.

NUOVE MISURE E BONUS SOCIALI

Ad “attenuare” l’impatto dei rincari dell’energia vanno segnalate alcune misure messe in campo, in particolare a favore delle fasce più deboli. A dicembre, con la pubblicazione della Legge di Bilancio 2022, sono stati stanziati 3,8 miliardi di euro a favore del contenimento dei costi delle bollette, ai quali potrebbero aggiungersi, nei prossimi giorni, ulteriori 1,7 miliardi di euro, per un totale di 5 miliardi di euro. A questi si considera una riduzione al 5% dell’IVA per le bollette del gas. L’Autorità, per il settore elettrico, ha conseguentemente potuto confermare la riduzione degli oneri generali di sistema per il trimestre del 2022 previsto per la generalità dei clienti elettrici, e l’azzeramento per i clienti domestici e le piccole attività in bassa tensione.

Anche la bolletta gas per il primo trimestre 2022, grazie alle risorse stanziate, sarà meno pesante per la parte relativa agli oneri di sistema, anch’essi pressoché azzerati per la generalità delle utenze. Inoltre, le misure del governo consentono di mantenere sostanzialmente invariata la spesa per elettricità e gas per le famiglie che percepiscono i bonus sociali. Per queste famiglie – peraltro – da luglio è definitivamente attivo l’automatismo che consente a chi ne ha diritto, e quindi ai nuclei con Isee non superiore a 8.265 euro, 20.000 se con più di 3 figli, di trovare il bonus sociali direttamente accreditato in bolletta, semplicemente effettuando la richiesta dell’Isee.

IL RUOLO DEL FOTOVOLTAICO

In questo particolare contesto storico, il ruolo del fotovoltaico assume una rilevanza non proprio indifferente in un’ottica di abbattimento dei costi in bolletta. E diventa ancora più evidente soprattutto quando in ballo ci sono famiglie in povertà energetica o le imprese.

Riportiamo un esempio di un’azienda energivora dell’alimentare ubicata a Imperia. Sui tetti dell’edificio, nel mese di giugno 2021 è stato infatti realizzato un impianto fotovoltaico da 500 kWp.

Ogni anno l’impianto dovrebbe produrre 600 MWh di energia pulita, l’80% dei quali saranno autoconsumati dal cliente, per un risparmio in bolletta stimato in circa 150mila euro e un tempo di rientro dell’investimento previsto in poco più di due anni. Con gli attuali prezzi della bolletta, è chiaro che questi tempi potrebbero ridursi ulteriormente.

Il fotovoltaico si conferma ancora di più un ottimo alleato per le aziende altamente energivore che intendono abbattere i propri consumi ed essere sempre più competitive.

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