Togliere il gas da una casa esistente è molto più complicato che farlo in una villetta appena costruita. Se hai già termosifoni, una caldaia che lavora ad alta temperatura e un edificio che non nasce come “casa elettrica”, il passaggio alla pompa di calore deve fare i conti con l’impianto che hai già.
Ed è proprio qui che diventa interessante Daikin Altherma 4 H.
È una pompa di calore aria-acqua ad alta temperatura sviluppata con un obiettivo molto preciso: entrare anche nelle abitazioni nelle quali oggi lavora una caldaia a gas o gasolio, arrivando, nelle taglie maggiori, fino a 75 °C di temperatura dell’acqua. Daikin la indica espressamente come soluzione per la riqualificazione con radiatori esistenti.
Ma arrivare a 75 °C non significa che sia conveniente utilizzarla sempre così. E soprattutto c’è un altro elemento che può cambiare profondamente il progetto: il fotovoltaico.
Se elimini il gas, infatti, sposti una parte importante dei consumi della casa verso l’elettricità. Quell’energia però, almeno in parte, puoi produrla direttamente sul tuo tetto.
La domanda quindi diventa più interessante: in quali case Daikin Altherma 4 H, fotovoltaico e un’eventuale batteria possono davvero creare un sistema capace di portarci verso una casa senza gas?
Il terreno ideale: casa esistente, termosifoni e caldaia da sostituire
Daikin Altherma 4 H mostra probabilmente il suo vantaggio maggiore in una villetta esistente nella quale vogliamo sostituire una caldaia mantenendo almeno una parte dell’impianto di distribuzione esistente.
Le taglie da 4, 6 e 7 kW possono raggiungere temperature di sistema fino a 70 °C; quelle da 8, 10, 12 e 14 kW arrivano fino a 75 °C. La macchina può inoltre operare con temperature esterne fino a -28 °C.
Questa capacità allarga parecchio il campo rispetto alla classica associazione:
pompa di calore = casa nuova + pavimento radiante.
Non significa però che ogni vecchia casa possa eliminare automaticamente il gas.
Bisogna conoscere le dispersioni termiche dell’edificio, capire quanta potenza riescono realmente a fornire i radiatori e verificare quale temperatura di mandata serve nelle giornate più fredde.
Dall’altra parte, una casa nuova, molto ben isolata e dotata di pavimento radiante potrebbe non avere particolare bisogno di una pompa di calore progettata per arrivare a 70-75 °C. In quel caso l’alta temperatura sarebbe una capacità utilizzata molto poco e potrebbero essere valutate soluzioni differenti.
È quindi soprattutto nel retrofit di una casa esistente che Altherma 4 H diventa tecnicamente interessante.
I 75 °C sono una possibilità, non necessariamente l’obiettivo
Qui c’è probabilmente il punto più importante dell’intera valutazione.
Immagina una vecchia caldaia utilizzata per poche ore al giorno: parte, manda rapidamente acqua molto calda ai termosifoni e cerca di portare la casa alla temperatura desiderata.
Con una pompa di calore possiamo ragionare diversamente.
Se l’edificio e i radiatori lo consentono, può essere più conveniente far circolare acqua meno calda per periodi più lunghi, mantenendo più stabile la temperatura della casa e lasciando modulare la macchina.
I dati Daikin aiutano a capire perché. Nelle taglie maggiori Altherma 4 H dichiara, in condizioni climatiche medie, SCOP nell’ordine di 4 circa con acqua a 55 °C, mentre a 35 °C si arriva intorno a 5.
Quando la PDC lavora a temperature di mandata più elevate possiamo però aspettarci che l’efficienza diminuisca ulteriormente.
La strategia quindi non dovrebbe essere:
“Può fare 75 °C, quindi la utilizzo sempre a 75 °C”.
Molto meglio considerare questa capacità come una riserva utile quando la casa ne ha davvero bisogno.
Più ore a temperatura più bassa: può cambiare anche il modo di riscaldare casa
Una pompa di calore inverter non deve necessariamente seguire gli stessi orari ai quali eravamo abituati con la caldaia.
Quando le caratteristiche dell’edificio lo permettono, può avere senso lavorare più a lungo con una temperatura di mandata più contenuta, lasciando che la regolazione climatica la adatti alle condizioni esterne.
È un concetto importante anche per chi vuole mantenere i termosifoni.
Un radiatore alimentato a 50 °C sviluppa meno potenza rispetto allo stesso radiatore alimentato a 70 °C. Ma se quella potenza è comunque sufficiente a compensare le dispersioni della casa, possiamo riscaldare per più tempo utilizzando la pompa di calore in condizioni energeticamente più favorevoli.
È qui che serve il progettista: bisogna mettere insieme dimensionamento dei radiatori, dispersioni, temperatura esterna di progetto e curva climatica.
Abbiamo approfondito più in generale questo funzionamento nella nostra guida sulla pompa di calore aria-acqua abbinata al fotovoltaico.
Pompa di Calore
per riscaldamento
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puoi risparmiare sul riscaldamento
Con il fotovoltaico cambia il modo di guardare ai consumi
Ed eccoci al punto più vicino al mondo Mr. Kilowatt.
Quando riscaldiamo la casa con il gas, l’energia necessaria arriva da un combustibile che dobbiamo acquistare.
Quando elettrifichiamo il riscaldamento, invece, una parte di quella energia possiamo produrla direttamente attraverso il fotovoltaico.
Daikin Altherma 4 H è dichiarata Smart Grid Ready e pronta per la connessione all’impianto fotovoltaico.
Questo non significa naturalmente che il fotovoltaico possa riscaldare gratuitamente la casa durante tutto l’inverno.
Proprio quando la pompa di calore lavora maggiormente, infatti, l’impianto solare attraversa il periodo dell’anno con minore produzione.
Rimane però un vantaggio strutturale molto interessante: una parte dei consumi della pompa di calore può essere coperta dalla produzione solare, soprattutto nelle ore diurne e nelle mezze stagioni.
Possiamo inoltre cercare di aumentare l’autoconsumo dell’impianto fotovoltaico facendo lavorare maggiormente determinati carichi quando abbiamo produzione disponibile.
È una differenza fondamentale rispetto al gas: più elettrifichiamo la casa, più possiamo utilizzare l’energia prodotta sul nostro tetto.
Fotovoltaico e accumulo: il progetto deve considerare i nuovi consumi
Se stiamo progettando contemporaneamente fotovoltaico e pompa di calore, non ha molto senso dimensionare il primo utilizzando soltanto i vecchi consumi elettrici della casa.
Bisogna considerare anche quelli futuri.
Una famiglia che passa al riscaldamento elettrico, magari utilizzando anche piano a induzione, climatizzazione e in prospettiva automobile elettrica, avrà un profilo energetico completamente diverso.
Anche l’accumulo può diventare interessante perché permette di spostare parte della produzione fotovoltaica dalle ore diurne verso la sera. Ma attenzione: la batteria sposta energia all’interno della giornata, non dall’estate all’inverno.
Per questo fotovoltaico e accumulo non devono essere utilizzati per compensare una pompa di calore dimensionata o regolata male. Prima cerchiamo l’efficienza del sistema termico; poi utilizziamo il fotovoltaico per ridurre ulteriormente i prelievi dalla rete.
Ne abbiamo parlato anche nell’approfondimento fotovoltaico e pompa di calore: riuscirò a scaldare casa gratis?.
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Accumulo termico, batteria e inerzia dell’edificio: tre modi per sfruttare meglio il fotovoltaico
Uno dei vantaggi più interessanti di un sistema come Daikin Altherma 4 H è che l’energia prodotta dal fotovoltaico può essere gestita su più livelli. Oltre a un accumulo elettrico ben dimensionato, si può sfruttare anche l’accumulo termico, attraverso serbatoi per l’acqua calda sanitaria o soluzioni di maggiore capacità come ECH₂O.
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In pratica, quando il fotovoltaico produce più energia del necessario, una parte può essere utilizzata per caricare termicamente l’acqua invece di finire necessariamente nella batteria. Questo può alleggerire il lavoro dell’accumulo elettrico e, in alcuni casi, consentire di non sovradimensionarlo.
C’è poi un terzo elemento: l’inerzia termica dell’edificio. Con una gestione intelligente si può anticipare moderatamente il riscaldamento nelle ore di maggiore produzione solare, accumulando una parte dell’energia nelle murature, nei pavimenti e negli arredi della casa. Non significa surriscaldare gli ambienti, ma sfruttare in modo controllato la capacità dell’edificio di trattenere calore.
Il risultato è una sinergia tra fotovoltaico, batteria, accumulo termico e massa dell’edificio, che può aumentare l’autoconsumo e ridurre ulteriormente i prelievi dalla rete.
R290: richiede qualche attenzione in più nell’installazione
Altherma 4 H utilizza R290, cioè propano, un refrigerante naturale che permette anche di raggiungere le elevate temperature di mandata caratteristiche di questa macchina.
Daikin utilizza un’architettura Hydrosplit: il refrigerante rimane nell’unità esterna e verso l’abitazione vengono portati i collegamenti idraulici.
R290 è però classificato come refrigerante A3, quindi infiammabile, e questo comporta precise prescrizioni nell’installazione dell’unità esterna.
Daikin indica, tra le altre cose, distanze da porte e finestre e precisa che l’unità non deve essere incassata né collocata nelle immediate vicinanze di una stazione di ricarica per auto elettriche.
Non è un motivo per considerare insicura questa tecnologia. Significa semplicemente che l’installazione deve essere progettata correttamente.
La macchina integra infatti diversi dispositivi specifici, tra cui sensore per il rilevamento delle perdite, attivazione automatica del ventilatore e separatore per il gas R290.
Quindi quali case possono davvero fare a meno del gas?
Possiamo finalmente delimitare abbastanza bene il campo.
Altherma 4 H è particolarmente interessante da valutare quando:
- hai una casa indipendente o una villetta esistente;
- vuoi sostituire una caldaia a gas o gasolio;
- vuoi mantenere i radiatori, se tecnicamente adeguati;
- l’edificio non presenta dispersioni incompatibili con una gestione efficiente;
- puoi installare correttamente l’unità esterna;
- hai già un fotovoltaico oppure puoi progettare un impianto dimensionato sui nuovi consumi;
- vuoi elettrificare progressivamente anche acqua calda sanitaria e altri utilizzi domestici.
Naturalmente, per eliminare davvero il contratto del gas, anche eventuali altri utilizzi — per esempio la cucina — dovranno passare all’elettrico.
La cosa più interessante di Altherma 4 H non è quindi soltanto la capacità di arrivare a 75 °C.
È la possibilità di allargare il numero di case esistenti che possono prendere seriamente in considerazione il passaggio al tutto elettrico, mantenendo una certa flessibilità quando i radiatori richiedono temperature maggiori.
Il progetto migliore rimane però quello nel quale riusciamo a far lavorare la pompa di calore alla temperatura più bassa compatibile con il comfort e, contemporaneamente, dimensioniamo fotovoltaico e possibile accumulo considerando i nuovi consumi della casa.
È in questo equilibrio tra edificio, pompa di calore, gestione del riscaldamento e produzione fotovoltaica che diventa davvero credibile l’obiettivo di ridurre drasticamente — e in alcuni casi eliminare — la dipendenza dal gas.
Per approfondire dati, configurazioni e caratteristiche è disponibile anche il catalogo ufficiale Daikin Altherma 4 H 2026.