Con il Comunicato Stampa del 2 aprile 2026, ARERA ha annunciato un nuovo aumento delle bollette del gas per gli utenti che rientrano nel Servizio di tutela della vulnerabilità: il valore della materia prima a marzo 2026 è aumentato del +19,2% rispetto a febbraio.
ARERA comunica infatti che il prezzo di riferimento per il nuovo cliente tipo è arrivato a 130,97 centesimi di euro al metro cubo, contro i 109,85 centesimi di euro per metro cubo di febbraio 2026.
A spingere i rincari è soprattutto il rialzo delle quotazioni all’ingrosso registrato nel mese scorso, che chiaramente è legato al nuovo scenario internazionale e, in particolare, alle tensioni in Medio Oriente.
Ad oggi sono circa 2,3 milioni gli utenti che rientrano nel Servizio di tutela della vulnerabilità, e che quindi saranno interessati dal nuovo aumento delle bollette del gas.
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Aumento bollette gas Marzo 2026: cosa significa?
L’aumento delle bollette del gas per gli utenti vulnerabili è dato in particolare da un elemento preciso, che è la CMEM,m, cioè la componente che copre i costi di approvvigionamento del gas.
Questa voce, applicata solo ai clienti vulnerabili nel servizio dedicato, viene aggiornata ogni mese sulla base della media del PSV day ahead, il principale riferimento del mercato all’ingrosso italiano.
Dopo la diminuzione registrata a febbraio, il mese di marzo ha dunque invertito la rotta.
Per marzo 2026 la CMEM,m è stata fissata a 52,12 euro/MWh, pari a 0,557699 euro/Smc.
In sostanza, l’aumento delle bollette del gas è dovuto al fatto che il prezzo all’ingrosso, su cui si costruisce una parte della bolletta, è effettivamente cresciuto.
Quanto pesa sulla bolletta del cliente tipo?
Il dato più rilevante per i consumatori serviti nel regime di tutela è il prezzo finale pari a 130,97 centesimi di euro per metro cubo.
All’interno di questo valore, la componente relativa alla materia prima gas incide per poco meno della metà del totale complessivo.
In particolare:
- 58,44 centesimi sono attribuibili ai costi di approvvigionamento e alle attività correlate;
- 6,02 centesimi coprono i servizi di vendita al dettaglio;
- 26,43 centesimi sono dovuti per trasporto e gestione del contatore;
- 4,98 centesimi sono per gli oneri di sistema;
- 35,10 centesimi sono dovuti per le imposte.
L’aumento del prezzo all’ingrosso influenza dunque in modo significativo le bollette finali del gas, sebbene non ne determini in modo esclusivo l’andamento, poiché una quota significativa è composta da voci regolamentate o meno soggette a fluttuazioni di mercato.
Il calcolo di ARERA si basa sul profilo del cliente tipo, che registra consumi annui pari a 1.100 Smc.
Cosa sta accadendo e cosa aspettarsi
Per i clienti vulnerabili, l’aumento dei prezzi conferma la forte esposizione del costo del gas a variazioni sempre più rapide e frequenti, oggi attribuibili soprattutto alle dinamiche geopolitiche internazionali.
È importante però non limitarsi alla sola lettura del dato mensile: l’incremento registrato da ARERA per marzo 2026 mostra infatti una fotografia puntuale di un mercato ancora molto instabile, che nei prossimi mesi genererà probabilmente ancora molte nuove variazioni.
Per valutare l’impatto reale sulla spesa nei prossimi mesi sarà fondamentale dunque monitorare l’evoluzione delle quotazioni all’ingrosso, ricordando però che l’aumento delle bollette del gas non dipende esclusivamente dalla materia prima. Per approfondire leggi “Prezzi del gas in calo, ma le bollette aumentano: perché?”.
Diventa oggi sempre più importante saper guardare ai dati con continuità, per comprendere meglio le dinamiche che influenzano la spesa nel tempo e capire come tutto ciò si riflette sulle bollette delle famiglie italiane.
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