L’autoconsumo col fotovoltaico è ad oggi tra le soluzioni più concrete e tangibili per riuscire a ridurre la dipendenza dalla rete elettrica e, quindi, per tagliare notevolmente i costi in bolletta.
Non si parla più soltanto di sostenibilità ambientale, ma di un investimento sempre più vantaggioso dal punto di vista economico, e non solo. Con i recenti aumenti del prezzo dell’energia, peraltro, produrre da sé l’elettricità per la propria abitazione è diventata una scelta strategica per molte famiglie italiane.
Vediamo in questa guida aggiornata come funziona l’autoconsumo col fotovoltaico e quali accorgimenti adottare per massimizzare il risparmio nel modo migliore.
Autoconsumo col fotovoltaico: cos’è e come funziona
L’autoconsumo, in sostanza, si verifica quando utilizzi direttamente in casa, senza passare dalla rete elettrica nazionale, l’energia prodotta dai pannelli solari del tuo fotovoltaico. Può presentarsi se impieghi in tempo reale l’energia solare durante la produzione o quando la conservi e la consumi quando ne hai bisogno.
È attualmente la modalità più conveniente per utilizzare il tuo impianto fotovoltaico, perché ti permette di ridurre (o quasi azzerare, volendo) l’impiego di energia dalla rete elettrica, per lo meno durante le ore diurne.
Grazie ai continui miglioramenti tecnologici e alla maggiore efficienza dei moduli fotovoltaici, è possibile oggi raggiungere livelli di autoconsumo superiori al 40-50%, anche senza batterie d’accumulo.
Integrando all’impianto anche il sistema di accumulo, invece, puoi superare anche l’80% di energia autoconsumata, riducendo quasi completamente la dipendenza dal tuo fornitore elettrico.
Come usare al meglio l’autoconsumo: abitudini e tecnologie
Per risparmiare davvero con l’autoconsumo dell’energia prodotta dal tuo fotovoltaico, il primo passo sarà chiaramente quello di installare un impianto.
Questo però non basta, devi anche imparare a conoscerlo e sfruttarlo al meglio per poter ottenere i risultati che cerchi.
A questo proposito, ti consigliamo di:
- Usare l’energia quando la produci: sposta le principali attività elettriche (lavatrice, lavastoviglie, forno, condizionatore) nelle ore centrali della giornata, quando l’impianto produce di più;
- Installare una batteria di accumulo: il fotovoltaico con accumulo ti permette di conservare l’energia prodotta e non utilizzata durante il giorno, per poi sfruttarla la sera, la notte o durante le giornate di maltempo;
- Integrare un sistema di gestione intelligente (domotica): i dispositivi Smart possono automatizzare l’attivazione degli elettrodomestici a seconda della produzione solare, ottimizzando al massimo l’autoconsumo del fotovoltaico;
- Dimensionare correttamente l’impianto: un impianto sovradimensionato rispetto ai consumi genera più energia di quella che puoi usare direttamente, e l’eccesso viene immesso in rete con compensi poco vantaggiosi. Ricorda che in questo caso l’obiettivo primario è massimizzare il consumo in loco, non vendere energia.
Quanto si risparmia davvero?
Il risparmio che otterrai con l’autoconsumo dell’energia prodotta dal tuo fotovoltaico può dipendere da molti fattori, che, comunque, dipendono principalmente dal consumo annuo e dalle abitudini che avete in casa, oltre che dall’orientamento e dall’inclinazione del tetto e dalla presenza o meno di batterie d’accumulo.
Ti suggeriamo quindi di tenere fortemente in considerazione i consigli che ti abbiamo dato, perché i costi che pagherai in bolletta dipendono proprio da come deciderai di utilizzare il tuo impianto.
Per darti un’idea più precisa, in sintesi, ricorda che se autoconsumi correttamente l’energia che produci potresti raggiungere questi risultati:
- Con un impianto fotovoltaico da 3 kW senza batteria, puoi ridurre la bolletta dal 30% al 45%. Se l’impianto è da 4,5 kW, puoi raggiungere anche il 40-50%;
- Con batteria da 5-10 kWh, il risparmio può salire fino al 55-70% per impianti da 3 kW, e fino al 70-80% per impianti da 4,5 kW;
- In media, il tempo di rientro dell’investimento per un impianto da 3 kW è pari a 8-10 anni circa (senza accumulo) o di 10-13 anni (con accumulo). Per impianti da 4,5 kW, la spesa può essere recuperata in 7-9 anni (senza accumulo), e 9-12 anni (con accumulo).
Considerando la durata media dei pannelli solari, che ad oggi è pari a circa 25-30 anni, e l’aumento del costo dell’energia, il ritorno economico è solido e garantito e sfruttando gli incentivi in vigore il rientro può essere di sicuro più veloce.
Non solo, se poi sfrutti una ricarica per auto elettrica a casa estendi il tuo autoconsumo ai tuoi spostamenti, con un gran risparmio sul fronte dei rifornimenti. Alcuni viaggiano gratis da maggio a ottobre.
Per saperne di più, vai alla pagina dedicata sul sito del GSE.