Se conosci TCL soprattutto per televisori e prodotti di elettronica di consumo, trovare il suo marchio su una pompa di calore può sorprendere. In realtà il gruppo lavora nella climatizzazione da molti anni e oggi sta portando questa esperienza anche nel riscaldamento domestico.
La TCL Tri-thermal R290 è una pompa di calore aria-acqua monoblocco capace di riscaldare, raffrescare e produrre acqua calda sanitaria. Ma il dato che attira maggiormente l’attenzione è un altro: può portare l’acqua fino a 75 °C con il circuito frigorifero, arrivando a 80 °C con l’intervento del riscaldatore elettrico.
È quindi una pompa di calore che può prendere il posto della caldaia anche se hai già i termosifoni? In alcuni casi sì, ma è importante capire bene quando.
TCL non parte da zero nella climatizzazione
TCL può essere poco conosciuta in Italia nel mondo delle pompe di calore, ma TCL Air Conditioner è attiva dal 1999. Il gruppo dichiara oggi 12 stabilimenti produttivi, una capacità superiore a 38 milioni di unità all’anno e oltre 1.000 specialisti impegnati nella ricerca e sviluppo della climatizzazione.
C’è anche un precedente interessante con un marchio italiano: nel 2005 TCL e De’Longhi hanno costituito una joint venture dedicata a ricerca e produzione di climatizzatori portatili e deumidificatori. Questo non significa che la Tri-thermal derivi da una tecnologia De’Longhi, ma dimostra che l’esperienza industriale di TCL nell’HVAC non è recente.
Cos’è la TCL Tri-thermal R290
È una pompa di calore aria-acqua monoblocco: preleva energia dall’aria esterna e la trasferisce all’acqua utilizzata dall’impianto di casa.
Può lavorare con pavimento radiante, fan coil e radiatori, oltre a produrre acqua calda sanitaria. Sul sito TCL Italia sono attualmente presenti le taglie da 8, 10, 12, 14 e 16 kW.
Attenzione: stiamo parlando di kW termici, non della potenza elettrica assorbita. Una pompa di calore da 8 kW non assorbe quindi automaticamente 8 kW dalla rete.
TCL Tri-thermal R290 in breve
| Tecnologia | Pompa di calore aria-acqua monoblocco |
| Refrigerante | R290 |
| Taglie TCL Italia | 8, 10, 12, 14 e 16 kW termici |
| Mandata con pompa di calore | Fino a 75 °C |
| Temperatura massima | Fino a 80 °C con integrazione elettrica |
| Terminali | Pavimento, fan coil, radiatori |
| Funzioni | Riscaldamento, raffrescamento, ACS |
| Gestione | App, Wi-Fi, fino a 3 zone |
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Perché arrivare a 75 °C è importante
Le pompe di calore lavorano generalmente nelle condizioni migliori quando devono produrre acqua a temperatura relativamente bassa. È uno dei motivi per cui si abbinano così bene al riscaldamento a pavimento.
La Tri-thermal utilizza invece il refrigerante naturale R290 e un progetto che consente alla macchina di raggiungere 75 °C senza utilizzare la resistenza elettrica. Questo apre possibilità interessanti soprattutto nelle ristrutturazioni.
Significa che puoi mantenere i vecchi termosifoni e sostituire automaticamente la caldaia?
Non proprio.
Riuscire a produrre acqua a 75 °C non significa che convenga lavorare continuamente a quella temperatura.
Più aumenta la temperatura richiesta all’acqua, maggiore è il lavoro che deve compiere il compressore e minore tende a essere l’efficienza. L’effetto diventa ancora più evidente quando contemporaneamente scende la temperatura esterna.
Può sostituire la caldaia mantenendo i termosifoni?
Potenzialmente sì. La domanda corretta non è però semplicemente “ho i termosifoni?”, ma:
a quale temperatura devono lavorare i miei termosifoni per tenere calda la casa nei giorni più freddi?
Un impianto progettato molti anni fa per una caldaia con acqua a 70 °C potrebbe oggi riuscire a riscaldare l’abitazione anche con 50-55 °C, soprattutto se nel frattempo hai cambiato i serramenti, migliorato l’isolamento oppure se i radiatori erano già abbondantemente dimensionati.
Questo è probabilmente uno degli scenari più interessanti per una pompa di calore come la TCL.
Un semplice test può già dirti qualcosa
Durante una giornata realmente fredda puoi provare ad abbassare la temperatura di mandata della tua attuale caldaia intorno ai 50-55 °C, lasciando lavorare l’impianto con continuità.
Se la casa mantiene senza problemi la temperatura desiderata, è un buon segnale.
Non sostituisce naturalmente il calcolo delle dispersioni e il dimensionamento effettuato da un tecnico, ma può aiutarti a capire se il tuo impianto è già vicino alle condizioni ideali per una pompa di calore.
I dati certificati aiutano a capire meglio
Per valutare questa macchina è più utile guardare anche dati indipendenti invece di fermarsi ai 75 °C dichiarati dal produttore.
La TCL Tri-thermal R290 è presente nel database ufficiale Heat Pump KEYMARK, con certificazione rilasciata da DIN CERTCO. Prendendo come riferimento il modello da 8 kW, il report tecnico di certificazione riporta, nel clima medio, uno SCOP di 5,33 a bassa temperatura e di 3,88 a media temperatura.
Quando la temperatura esterna scende a -7 °C, nella prova a media temperatura la macchina fornisce circa 7,2 kW termici con COP 2,34.
TCL Tri-thermal R290: dati del modello 8 kW
Valori tratti dalla certificazione Heat Pump KEYMARK del modello di riferimento da 8 kW.
| SCOP a bassa temperatura | 5,33 |
| SCOP a media temperatura | 3,88 |
| Potenza a -7 °C, media temperatura | circa 7,2 kW |
| COP a -7 °C, media temperatura | 2,34 |
Il significato è piuttosto semplice: la macchina può lavorare anche in condizioni impegnative, ma l’efficienza cambia sensibilmente in base alla temperatura richiesta dall’impianto.
Per questo il corretto dimensionamento vale molto più del semplice dato “raggiunge 75 °C”.
Cosa significa uno SCOP di 5,33 nella pratica?
Uno SCOP di 5,33 significa che, nelle condizioni considerate dal test stagionale, per ogni 1 kWh di energia elettrica consumata la pompa di calore può fornire mediamente circa 5,33 kWh di energia termica all’abitazione. Non significa quindi che questo rapporto rimanga identico in ogni momento: temperature esterne, temperatura di mandata e condizioni di funzionamento possono farlo variare. Il vantaggio resta però molto concreto, perché gran parte del calore fornito alla casa viene prelevato dall’ambiente esterno anziché prodotto direttamente dall’elettricità. Più alto è lo SCOP, minore può essere il consumo elettrico necessario per ottenere la stessa quantità di calore, con un impatto importante sui costi di riscaldamento.
Quando può essere meglio mantenere anche la caldaia
Se vivi in un edificio molto dispersivo e nei giorni più freddi i termosifoni hanno realmente bisogno di acqua a 65-75 °C per molte ore, eliminare subito la caldaia potrebbe non essere la soluzione migliore.
La stessa documentazione TCL contempla la possibilità di utilizzare una fonte di calore ausiliaria, compresa una caldaia tradizionale.
In una configurazione ibrida o bivalente la pompa di calore può quindi coprire la maggior parte della stagione, lasciando alla caldaia soltanto le condizioni più difficili.
Ma esiste anche un’altra strada: ridurre la temperatura necessaria all’impianto.
Aumentare la superficie di alcuni radiatori, utilizzare fan coil dove opportuno oppure migliorare l’isolamento dell’abitazione può consentire alla pompa di calore di lavorare a temperature inferiori e, in alcuni casi, permettere di eliminare completamente il gas.
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Ma è una pompa di calore di qualità?
I dati disponibili restituiscono un quadro interessante. Come abbiamo visto, TCL ha una lunga esperienza nella climatizzazione e la Tri-thermal R290 non è un prodotto limitato al mercato italiano, ma fa parte di una gamma distribuita anche a livello europeo e internazionale.
Sul piano tecnico troviamo compressore GMCC, inverter, regolazione climatica, gestione fino a tre zone, controllo tramite app e certificazione Heat Pump KEYMARK, elementi che fanno pensare a un progetto strutturato e non a un semplice ampliamento commerciale del catalogo.
La cautela riguarda soprattutto lo storico della specifica generazione R290, ancora relativamente recente. Non emergono infatti dati pubblici sufficientemente ampi sulle installazioni complessive o sull’affidabilità dopo molti anni di funzionamento.
Per questo la definiremmo una soluzione tecnicamente promettente e supportata da una solida base industriale, ma da valutare anche considerando assistenza locale, disponibilità dei ricambi ed esperienza dell’installatore.
E cosa c’entra SunPower?
Qui nasce probabilmente parte della confusione.
La Tri-thermal è una pompa di calore TCL, non una pompa di calore sviluppata e marchiata SunPower.
Il collegamento con SunPower, però, esiste davvero.
Presentando la nuova strategia TCL SunPower Global a Intersolar Europe 2025, l’azienda ha spiegato che la propria soluzione energetica residenziale sarà integrata con altri dispositivi TCL, citando esplicitamente le pompe di calore, e che la gestione passerà attraverso l’app SunPower.
La prospettiva è interessante soprattutto per una casa fortemente elettrificata: i pannelli SunPower M Class, il sistema di accumulo SunPower All-in-One e la pompa di calore TCL potrebbero diventare parti dello stesso ecosistema energetico, con l’obiettivo di utilizzare nel modo più intelligente possibile l’energia prodotta sul tetto.
Va però mantenuta una distinzione importante: si tratta della direzione annunciata da TCL SunPower. Prima di acquistare una determinata configurazione bisogna verificare quali integrazioni siano effettivamente disponibili in Italia per i prodotti installati.
A chi è adatta la TCL Tri-thermal?
TCL Tri-thermal R290: in quale casa ha più senso?
Una valutazione indicativa in base all’impianto esistente e al fabbisogno dell’abitazione.
| Casa nuova o ben isolata con pavimento radiante | Molto adatta |
| Casa ristrutturata con radiatori efficienti a 45-55 °C | Molto interessante |
| Casa con fotovoltaico, accumulo e forte elettrificazione | Molto interessante |
| Casa vecchia e dispersiva che richiede spesso 65-75 °C | Da verificare attentamente |
| Abitazione con fabbisogno molto inferiore a 8 kW | Attenzione al dimensionamento |
Quest’ultimo punto è importante. La pagina italiana presenta attualmente una gamma che parte da 8 kW, mentre TCL propone sul mercato europeo anche taglie inferiori. Una pompa di calore non deve essere sovradimensionata soltanto perché quella è la taglia disponibile: modello e disponibilità devono essere verificati in funzione del reale fabbisogno dell’edificio.
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La nostra valutazione
La TCL Tri-thermal R290 è più interessante di quanto il nome TCL possa far pensare a chi associa ancora il marchio quasi esclusivamente ai televisori.
Dietro c’è una lunga esperienza industriale nella climatizzazione e i dati certificati mostrano una macchina tecnicamente credibile anche quando deve lavorare a temperature superiori a quelle tipiche di un impianto radiante.
La possibilità di raggiungere 75 °C può facilitare alcuni retrofit con termosifoni, ma non dovrebbe essere la ragione principale per sceglierla.
La situazione migliore resta quella in cui la casa riesce a stare al caldo con una temperatura di mandata più bassa possibile.
Se vuoi capire se puoi sostituire davvero la caldaia con una pompa di calore, prima del preventivo servono soprattutto quattro informazioni: dispersioni dell’abitazione, temperatura necessaria ai termosifoni nei giorni più freddi, potenza termica richiesta e caratteristiche dell’impianto elettrico.
È da questi dati, e non soltanto dai kW scritti sulla macchina, che nasce un impianto realmente efficiente.
Se stai valutando di sostituire la caldaia, il punto di partenza è capire quale pompa di calore può essere realmente adatta alla tua abitazione e al tuo impianto di riscaldamento.
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